Dal Trentino i sensori per il monitoraggio "smart" dei viadotti
Luglio 2021

Dal hub trentino dedicato alla meccatronica arriva una storia di innovazione che evidenzia ancora una volta le potenzialità offerte in Trentino della collaborazione ad alti livelli tra pubblico – università, centri di ricerca, laboratori avanzati - e privato. 

NPLUS e la sensoristica avanzata “made in Trentino”

Nplus è una società di sensoristica e illuminotecnica che fa capo al gruppo Giordano Riello International. L’impresa, nata a metà 2016 e insediata in Polo Meccatronica, ha saputo adattarsi al cambiamento e alle nuove sfide imposte dalla pandemia puntando tutto sull’innovazione: oggi NPLUS conta 23 addetti – di cui 3 PhD – e gli indici del 2020 parlano di un + 44% di crescita del fatturato del 44% rispetto all’anno precedente. 

Il sensore di NPLUS nasce come sensore accelerometrico dedicato al monitoraggio delle torri di telecomunicazione. A partire dal 2018, anno in cui il crollo del Ponte Morandi a Genova ha portato al centro dell’arena pubblica il dibattito sulla sicurezza delle infrastrutture, l’azienda ha avviato un più ampio percorso di sviluppo del proprio prodotto puntando sul monitoraggio strutturale andando ad attivare interessanti collaborazioni con alcuni dei principali attori del Sistema Trentino della ricerca e dell’innovazione. 

Ricerca, sviluppo e innovazione con il sostegno del Trentino 

«Un flusso virtuoso, dalla sfida tecnologica iniziale fino all’industrializzazione del prodotto finale, che ha quindi esaltato il gioco di squadra del sistema locale della ricerca e dell’innovazione».

Paolo Bosetti, docente del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento

 
Il sensore di NPLUS parte dalle torri di telecomunicazioni mobili di Povo, della Marmolada e del Monte Finonchio – solo per citarne alcune – e in breve tempo ha raggiunto le 1.000 installazioni su tutto il territorio nazionale. L’evoluzione legata al monitoraggio strutturale di ponti e viadotti rappresenta un ottimo esempio di collaborazione pubblica-privata e di come si muove e si evolve la ricerca innovativa sul territorio trentino:

  • Un grande gruppo aziendale stimola l’innovazione con uno sguardo già al mercato;

  • Un centro di ricerca – in questo caso l’Università di Trento – si occupa dello sviluppo delle conoscenze tecnico-scientifiche necessarie;

  • Il laboratorio di prototipazione di Polo Meccatronica ProM Facility sviluppa un primo prototipo; 

  • Un’azienda privata con sede in Trentino si occupa, infine, dell’industrializzazione del prodotto andando a chiudere il cerchio e a completare il flusso di lavoro.

Mentre i kit vengono installati sulle torri, dunque, NPLUS può pensare ai potenziali sviluppi di questa tecnologia con il pieno sostegno del territorio: la nuova applicazione legata alla stabilità dei viadotti ha convinto il Trentino ad affidarsi all’azienda roveretana per monitorare le oscillazioni del ponte Montevideo di Trento, oggetto proprio in questi mesi di una significativa opera di riqualificazione.

Da Rovereto i sensori che monitorano la stabilità di torri telefoniche e ponti: guarda la video intervista